Accomodati pure, oggi la cucina è il nostro regno. Hai presente quelle giornate in cui fuori il cielo è grigio, magari cade una pioggerellina sottile, e tutto quello che vorresti è un abbraccio sotto forma di cibo? Ecco, oggi prepariamo esattamente quello. Parliamo del Sauté de Veau aux Champignons, ovvero lo spezzatino di vitello ai funghi. Ma aspetta un attimo, non alzare le spalle pensando "ah, sì, lo spezzatino lo so fare". Quello che stiamo per cucinare è la versione che trovi nei bistrot di Parigi o nelle case della Normandia: quella densa, vellutata, che profuma di burro buono e bosco, capace di farti sentire in Francia al primo morso.
Per noi italiani, lo spezzatino è spesso un piatto "rosso", magari con tanto pomodoro o sfumato con un rosso corposo che lo rende scuro e rustico. In Francia, invece, il Sauté de Veau gioca su un altro campo. È un piatto "chiaro", luminoso, dove la carne di vitello rimane tenerissima e viene avvolta da una salsa che sembra quasi una crema. È quello che ti fa venire voglia di finire mezza baguette solo per non lasciare nemmeno una goccia di sughino nel piatto. Preparati, perché ti spiegherò ogni segreto, anche quelli che i cuochi francesi di solito tengono per sé, così potrai rifarlo a casa tua e lasciare tutti a bocca aperta.
Perché i francesi lo amano così tanto?
Per capire questo piatto, dobbiamo immaginare la Francia rurale di qualche decennio fa. Non è un piatto nato nelle corti dei re, ma nelle cucine delle nonne, dove si usava quello che c'era: un buon pezzo di vitello, dei funghi raccolti nel bosco vicino e, ovviamente, l'immancabile burro della fattoria. Il Sauté de Veau è l'anima della domenica francese. Mentre in Italia la domenica profuma di ragù, in Francia profuma spesso di carni che cuociono lentamente in pentole di ghisa pesantissime, quelle che si tramandano di madre in figlia. È il piatto della convivialità, quello che si mette in mezzo al tavolo e ognuno si serve finché non ce n'è più.
Il termine sauté non è messo lì a caso. Significa "saltato". A differenza della Blanquette de Veau (un altro spezzatino famosissimo dove la carne viene bollita per restare bianca), nel Sauté la carne viene fatta rosolare nel burro finché non prende colore. Questo passaggio è fondamentale perché crea quel sapore profondo che noi italiani amiamo tanto. Lo mangiano ovunque, dalla Bretagna alla Provenza, ma ammettiamolo: quando c'è di mezzo il burro e la panna, la Normandia vince a mani basse. È un piatto che celebra la pazienza e la qualità dei prodotti della terra, senza bisogno di essere complicato o strano. È semplicemente buono, di quel buono che ti riappacifica con la giornata.
Gli ingredienti: facciamo le cose fatte bene (con i prodotti giusti)
Ora, parliamoci chiaro tra amici. Puoi anche seguire la ricetta alla perfezione, ma se usi ingredienti scarsi, il risultato sarà scarso. Se vuoi quel sapore autentico che ti trasporta in un bistrot parigino, devi scegliere la materia prima con criterio. Non serve spendere una fortuna, serve scegliere prodotti che abbiano un'anima.
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Il Burro (Il Re della festa): Ti prego, dimentica l'olio d'oliva per questa volta. Lo so, siamo italiani e l'olio è sacro, ma qui serve il burro di Normandia. Perché? Perché il burro francese è ottenuto per centrifugazione, è più ricco di grassi "buoni" e ha un profumo di panna e di erba appena tagliata che cambia completamente il sapore della carne in rosolatura. Sul nostro shop abbiamo delle selezioni artigianali che sono un'altra categoria rispetto a quello che trovi al supermercato sotto casa.
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Il Sale di Guérande: Salare è un'arte. Il Sale di Guérande è un sale marino integrale, raccolto a mano in Bretagna. Non è "solo" salato; ha una nota dolce e minerale che esalta il vitello senza aggredirlo. È quel dettaglio che rende il piatto equilibrato.
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La Senape di Digione: Questo è il mio trucco segreto. Un cucchiaino di Moutarde de Dijon (quella forte o quella con i grani) aggiunge una punta di acidità che taglia la grassezza della panna e del burro, rendendo il piatto complesso e interessante. Non averne paura, non sarà piccante, sarà solo incredibilmente saporito.
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I Funghi: Se trovi dei prataioli freschi (i Champignons de Paris) vanno benissimo, ma se vuoi un sapore di bosco più intenso, puoi aggiungere una manciata di funghi secchi di qualità.
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La Carne: Vitello, possibilmente spalla o reale. Pezzi che abbiano un po' di venatura, così in cottura diventano teneri e non sembrano dei cubetti di legno asciutto.
La Ricetta del Sauté de Veau aux Champignons (Per 4 persone che hanno voglia di coccole)
Simbologia pronta? Pentola pronta? Iniziamo. Non avere fretta, goditi il profumo che si sprigionerà in cucina.
Quello che ti serve:
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800 g di polpa di vitello a cubetti (non farli troppo piccoli, devono essere dei bei bocconi).
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500 g di funghi prataioli.
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60 g di Burro di Normandia (lo trovi qui su La Francerie).
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2 cucchiai di farina (serviranno per la salsa).
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2 scalogni (o una cipolla dorata piccola se non li trovi).
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1 bicchiere di vino bianco secco (un buon Chardonnay francese è l'ideale).
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500 ml di brodo di carne caldo (o vegetale, basta che sia saporito).
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1 cucchiaio generoso di Senape di Digione.
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100 ml di panna fresca liquida (quella del banco frigo).
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Sale di Guérande e pepe macinato al momento.
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Un mazzetto aromatico: timo e una foglia di alloro.
Passo 1: La rosolatura (Non avere fretta!)
Prendi una casseruola capiente, meglio se con il fondo spesso. Fai sciogliere metà del burro. Quando inizia a spumeggiare e a cantare, aggiungi i pezzi di carne. Non buttarli tutti insieme, altrimenti la temperatura cala e la carne inizia a cacciare acqua. Falla rosolare bene su tutti i lati finché non diventa dorata. È proprio questa crosticina che darà sapore a tutto il piatto. Quando è bella colorata, togli la carne e mettila un attimo in un piatto a riposare.
Passo 2: Il fondo di cottura (Il profumo della Francia)
Nella stessa pentola, aggiungi il resto del burro. Non pulirla! Quei pezzettini rimasti attaccati al fondo sono puro sapore. Butta dentro gli scalogni tritati finemente. Falli appassire a fuoco dolce finché non diventano trasparenti e dolci. Aggiungi anche lo spicchio d'aglio intero se ti piace (lo toglieremo dopo).
Passo 3: La magia della farina (Singeage)
Rimetti la carne nella pentola con gli scalogni. Ora, spolvera il tutto con la farina. Mescola bene con un cucchiaio di legno per un minuto o due. Vedrai che la farina avvolgerà la carne e inizierà a cuocersi con il burro. Questo passaggio in Francia si chiama singer ed è il segreto per avere una salsa densa alla fine senza dover usare addensanti strani.
Passo 4: Sfumare e cuocere (Déglaçage)
Alza leggermente la fiamma e versa il vino bianco. Con il cucchiaio, gratta bene il fondo della pentola per "staccare" tutti i sapori (questo è il déglaçage). Quando l'alcol è evaporato, aggiungi il brodo caldo fino a coprire quasi tutta la carne. Aggiungi il timo, l'alloro e un bel pizzico di Sale di Guérande. Copri, abbassa la fiamma al minimo e dimenticatene per circa un'ora. La carne deve cuocere dolcemente, proprio come si faceva una volta.
Passo 5: I funghi (Il tocco di bosco)
Mentre il vitello cuoce, pulisci i funghi (non lavarli sotto l'acqua, usa un panno umido!) e tagliali a fette spesse. In una padellina a parte, saltali con un velo di burro per qualche minuto finché non sono dorati. Uniscili alla carne quando mancano circa 20 minuti alla fine della cottura. Così rimarranno sodi e saporiti.
Passo 6: Il gran finale (Cremosità assoluta)
Controlla la carne: deve essere così tenera che si può tagliare con la forchetta. Ora, la mossa finale. In una ciotolina, mescola la panna con la Senape di Digione. Versa il mix nella pentola, mescola delicatamente e lascia scaldare tutto per altri 2-3 minuti. Non deve bollire forte, deve solo diventare una crema lucida e profumata. Regola di pepe e assaggia: se serve, aggiungi un altro tocco di sale di Guérande.
Come servire il Sauté de Veau per farti amare da tutti
Il Sauté de Veau è un piatto sociale, non da mangiarsi in solitudine davanti alla TV. Portalo in tavola direttamente nella pentola. Cosa metterci vicino? I francesi sono tradizionalisti: del riso pilaf è perfetto perché assorbe la salsa come una spugna, ma anche un bel purè di patate fatto in casa (con tanto burro di Normandia, ovviamente) ci sta da Dio. Se vuoi fare proprio il "francese inside", servi tutto con delle fette di pane tostato per fare la scarpetta finale. È obbligatorio, non si discute.
E da bere? Restiamo in Francia. Un bianco con un po' di corpo, magari uno Chardonnay della Borgogna, oppure un rosso leggero e fruttato come un Pinot Noir. L'acidità del vino pulirà il palato dalla cremosità della salsa e ti farà venire voglia di un altro morso. E un altro. E un altro ancora.
Piccoli segreti da amico (quelli che non trovi sui libri)
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La carne: Se vedi che il sugo si restringe troppo durante la cottura, aggiungi un altro po' di brodo. La carne deve sempre essere "comoda" nel suo liquido.
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La senape: Se sei timido, inizia con mezzo cucchiaio, ma ti assicuro che quella di Digione trasforma il piatto. È come il trucco invisibile che però fa risplendere tutto.
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Il riposo: Questo è il consiglio più importante. Se riesci, prepara il Sauté qualche ora prima o addirittura il giorno prima. Come tutti i piatti di carne a cottura lenta, il giorno dopo è ancora più buono perché i sapori hanno avuto il tempo di conoscersi e di fare amicizia sul serio.
Cucinare il Sauté de Veau è un atto di gentilezza. Verso te stesso, perché la casa profumerà di buono, e verso i tuoi ospiti, perché gli offrirai un pezzetto di Francia autentica. Non è un piatto che urla, è un piatto che sussurra "benvenuto, mettiti comodo"
Spero che questa ricetta ti faccia venire voglia di accendere i fornelli e di sperimentare. Non aver paura di sporcarti le mani di farina o di far sfrigolare il burro. La cucina è un'avventura e noi siamo qui per accompagnarti un boccone alla volta. Fammi sapere com'è andata, mandaci una foto o scrivici nei commenti se hai qualche dubbio. Adoro parlare di cibo con chi, come te, sa apprezzare le cose fatte bene.
E ora, che aspetti? Corri a vedere se hai abbastanza burro in frigo (e se non ce l'hai, sai dove trovarlo!).
Buon appetito, o meglio, bon appétit! Ricordati che la vita è troppo breve per mangiare uno spezzatino asciutto.